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venerdì 5 agosto 2016

CLASSIFICA 6^ ULTRAMARATONA DEL GRAN SASSO KM 50 Santo Stefano di Sessanio (AQ) - 31 LUGLIO 2016






STATISTICHE E CLASSIFICA DUV
http://statistik.d-u-v.org/getresultevent.php?event=29780

Foto di Gabriele di Fulvio
https://www.facebook.com/gabriele.difulvio/media_set?set=a.1210832932280626.1073742263.100000617916082&type=3 

Splendido video per festeggiare il compleanno di 50 anni di Sergio km 50 sul Gran Sasso:
https://www.youtube.com/watch?v=Pt2PY5iRZr0






Foto LAB in Versione RunnerS
https://www.facebook.com/1043273139020516/photos/?tab=album&album_id=1368540446493782




Di Cecco e Minici per mano al traguardo di Santo Stefano

Appaiati all’arrivo, ma i giudici premiano lo specialista della Vini Fantini Tra le donne vittoria della croata Sustic, prima delle abruzzesi Elide Del Sindaco.

SANTO STEFANO DI SESSANIO. Trecento podisti hanno preso parte all’Ultramaratona del Gran Sasso, manifestazione podistica di corsa su strada che si è svolta sulla distanza di 50 Km, valevole anche come campionato regionale Uisp di ultramaratona. L’organizzazione è stata curata dalla società Mc Manoppello Sogeda con la collaborazione di Uisp, Acli, Pro Loco di Santo Stefano di Sessanio e il patrocinio dei comuni di Calascio e Castel del Monte. La partenza e l’arrivo erano posti in piazza Medicea di Santo Stefano di Sessanio, in provincia di L’Aquila, da dove i podisti sono partiti alle 9. La gara si è snodata su un percorso con dislivello di 900 metri, e ha attraversato anche i territori comunali di Calascio e Castel dl Monte nel suggestivo scenario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il tempo massimo di percorrenza era fissato sulle 8 ore.
Per la gran parte dei partecipanti l’obiettivo era portare a termine il difficile impegno, ma non certo per Alberico Di Cecco, uno dei migliori specialisti italiani di ultramaratona, che si è aggiudicato la gara in 3h 28’22”. Il tempo finale è stato lo stesso del secondo piazzato, il calabrese Giuseppe Minici, arrivato appaiato all’ex azzurro di Fara San Martino, caso più unico che raro in competizioni su questa distanza. Terzo, staccato di oltre due minuti, è giunto il pugliese Vito Sardella in 3h 30’58”. Al trentesimo chilometro, Di Cecco è stato colpito da crampi, rimanendo attardato rispetto a Minici e Sardella. Ha avuto, però, la forza di riprendersi e recuperare sui due battistrada. Nell’ultima parte di gara, dove diventa decisiva la resistenza al cedimento psicofisico, è andato in difficoltà Sardella. Sono rimasti in testa Di Cecco e Minici, i quali però non hanno effettuato la strenua volata, accettando un arrivo gomito a gomito il cui ordine è stato deciso dal responso dei giudici. Per Minici si è trattato della prima esperienza in una gara di ultramaratona. Tra le donne, ha vinto un importante personaggio dell’ultramaratona internazionale, la croata Nikolina Sustic (Atletica Cesenatico), che nel suo recente palmares può vantare il terzo posto assoluto, dietro soli due uomini, nella 100 Km del Passatore (da Firenze a Faenza) del 28 maggio scorso. È’ arrivata settima in classifica generale in 3h 55’07”. Piuttosto attardate le altre donne: seconda Valeria Baldassarri (Atletica Banca di Pesaro) 4h 38’49”, terza Elena Di Vittorio (Free Sport) 4h43’59”, 4ª Elide Del Sindaco (Tribù Frentana), la prima delle abruzzesi, in 4h 48’57”, 5ª Angela La Torre (ASD Tra le Righe) 4h 50’58”, 6ª Paola Strizzi (Runners Pescara), 7ª Francesca Liliana Pagliero (Brancaleone Asti), 8ª Maria Teresa Giardi (GPA San Marino), 9ª Caterina Fusco (Run Your Sport), 10ª Marusca Crecchia (Runners Pescara).
Classifica generale: 1° Alberico Di Cecco (Vini Fantini by Farnese) 3h 28’22”, 2° Giuseppe Minici (LBM Sport Team) 3h 28’22”, 3° Vito Sardela (Podistica San Salvo) 3h 30’58”, 4° Luca Tassarotti (S.M.A.C. ASD) 3h 35’17”, 5° Maurizio D’Andrea (Runners Sulmona) 3h 40’31”, 6° Maurizio Di Paolo (Marathon Chieti) 3h 50’53”, 7° Marco Bonfiglio (Atletica Cesenatico) 3h 55’23”, 8° Massimo Alessi (Run Card) 3h 55’54”, 9° Fabio Amabrini (GS Avezzano) 3h 59’05”, 10° Massimo Miri (Podistica
San Salvo) 4h 01’31”, 11° Silvio Aceto (Manoppello Sogeda), 12° Roberto Mari (Marathon Città di Castello), 13° Luca Aquilani (Marathon Città di Castello), 14° Fabio Costantini (Centro Storico Pesaro), 15° Luigi Pace (Fit Program by Naiadi).Roberto Ragonese
 

Di Cecco e Minici più forti del caldo 


di Gabriele Gentili | 4 agosto 2016  - 4 Actionsport 


Una 50 km nell’ultimo giorno di luglio non è impresa da poco, né organizzativamente né tantomeno da atleta. A Santo Stefano di Sessanio (Aq) si è disputata la sesta edizione dell’Ultramaratona del Gran Sasso dove sono stati ben 261 gli atleti classificati, un numero ingente considerando il gran caldo della giornata. All’arrivo si sono presentati in due, Alberico Di Cecco (Vini Fantini by Farnese) e Giuseppe Minici (Ibm Sport Team) che hanno chiuso in 3h28’22” con la giuria che ha assegnato il successo a Di Cecco. Terzo Vito Sardella (Pod.San Salvo) a 2’36” davanti a Luca Tassarotti (Smac Asd) a 6’55” e Maurizio D’Andrea (Gp Runners Sulmona) a 12’09”. Ancora una grande impresa della croata Nikolina Sustic (Atl.Ceseatico) addirittura settima assoluta in 3h55’07” con Valeria Baldassarri (Atl.Banca di Pesaro Centro Storico) a 43’42” e Elena Di Vittorio (Free Sport) a 48’52”.

 


È passato un anno...
I ricordi e le emozioni della prima edizione rimangono vivi dentro di me. Delle ultramaratone, bandite per sempre dalle mie gare, non riesco a chiudere definitivamente con le 50 km. Soprattutto con la 50 del Gran Sasso. Come tutte le ultra, anche questa gara ti lascia a confrontarti con la tua testa, con il tuo corpo, con te stesso. Di più, il Gran Sasso ti sfida a correre sulle sue salite, senza soluzione di continuità da Santo Stefano fino allo scollinamento del Valico Capo La Serra, con la assolata piana di Campo Imperatore, per tutti i restanti km che ti riconducono all'arrivo.
Gareggiare qui mi coinvolge molto. 


La passione e l'entusiasmo di Franco Schiazza mi stimola a partecipare sempre e comunque. 


Franco Schiazza

Questa gara è dura, davvero dura, ma io ci sarò, sempre. Quest'anno poi il caldo non ha dato tregua. Sembrava di correre con un phone puntato sulla faccia. 

Mario Ricci


Si sono toccati i 30 gradi in alcuni punti. Non c'è una pianta neanche a pagarla è tutto questo rende questa ultra ancora più "particolare", sofferta, combattuta e, infine, domata.
Per quanto mi riguarda, già sapevo che sarebbero stati cavoli amari. Non avevo ne l'allenamento, né i km dello scorso anno. Per me sono stati sette mesi di corsa a basso regime, senza alcuna tabella impegnativa. È stato un gestire alla buona una pessima forma e le bizze del mio ginocchio malandato. Comunque, un paio di lunghi corsi a Campo Imperatore sono stati sufficienti a terminare anche quest'anno la gara, pagando lo scotto di 25 minuti in più dello scorso anno.
Ammetto che quest'anno per me è stata davvero dura. Inaspettatamente è venuto in mio soccorso il Lupo della Maiella.
Attorno al 15° km mi ha raggiunto Marcello Mastrodicasa, con il suo cappellino, il suo zaino sempre appesantito da un peso, per aggiungere difficoltà alla sua prestazione (come se esistesse qualcosa che lo possa fermare). Marcello, alla vista della mia faccia bruciata dal sole, la testa lessa e i muscoli inesistenti, mi si è attaccato come una piattola e si è preso cura di me. Mi ha incitato, spronato, distratto con i suoi continui discorsi che, alla fine, sono stati per me preziosissimi.

Marcello Mastrodicasa

A 10 km dalla fine mi ha lasciato al mio destino e lì, volere o volare, ho preso in mano il timone della mia sgangherata barca e l'ho portata all'arrivo. 
Considero Marcello il mio atleta ideale. Forte, umile, riservato. Getta sempre il cuore oltre l'ostacolo. Le sue gare, ma anche I suoi allenamenti, lasciano a bocca aperta. Nei prossimi mesi correrà un trail in Val D'Aosta di 350 km! Un mito.
Tornando alla gara, nulla si improvvisa, nulla ti viene regalato. Se non semini non raccogli. Io poco ho seminato ed ho raccolto quello che meritavo. 
Ringrazio ancora Franco, i tanti volontari che ci hanno sostenuto lungo il percorso, nessuno escluso. Per primo Benito!



Infine Francesco. E' stato il mio favoloso compagno di viaggio. Novello Peter Pan, è un mostro di simpatia. Un vulcano di battute e risate che lo fa essere unico e inimitabile!


Francesco Del Balzo

Ieri sulla piana un lungo serpentone di Runners si è fatto strada tra migliaia di persone ammassate tra grigliate di carne, roulotte, camper, ombrelloni, file interminabili di macchine e di moto che "disegnavano" le curva a tutta velocità, a volte sfiorandoci di pochissimo. 







Tutta questa gente però non lo sa che i più felici eravamo noi runners che correvano liberi e felici in questo posto bellissimo...
... perché correre è la cosa più bella che c'è.
PS. Le foto sono state tratte dalle pagine Facebook di Gabriele Di Fulvio, Angelo Rapino e dalla pagina Facebook della gara.


Ultramaratona del Gran Sasso - Santo Stefano di Sessanio (AQ)
di Michele Rizzitelli

Il difficile non è concluderla. Le maggiori difficoltà si hanno nel trovare alloggio in questo delizioso borgo, sebbene sia diventato un albergo diffuso. Ho dovuto smanettare sul computer per più di 6 ore per trovare un B&B che mi accogliesse nella notte precedente la gara. Risolto il problema, gran parte della fatica è fatta. I 51,925 km di asfalto, con D+ 965 m, D- 967 m, alt. min. 1095 m e alt. max. 1626 m, sono un divertimento puro per la bellezza dei luoghi, percorribili ampiamente sotto le 6 ore.
Una piccola piazza accoglie i numerosi partecipanti a questa gara, che subito si allungano a serpente nelle strette e sinuose vie medievali risalenti spiralmente verso la Torre Medicea, ombrate, decisamente buie nei “sottarchi”, e sassose. La luce diventa abbagliante una volta completato il giro del borgo visto dall’interno. Il pensiero corre agli ultimi chilometri, quando dall’alto e all’improvviso apparirà in tutto il suo splendore il suo profilo visto dall’esterno, vero botto finale della gara organizzata con piglio manageriale da Franco Schiazza.
In attesa dello spettacolo conclusivo e approfittando della strada in discesa, al momento mi godo il panorama che offrono le città fortificate di Castelvecchio Calvisio e Carapelle Calvisio in equilibrio instabile sulla cima di un colle, mentre temo per la mia incolumità nell’alzare lo sguardo verso i 1512 m della Rocca di Calascio, i cui ruderi sembrano poter rovinarmi addosso.
L’arrivo a Calascio offre un piccolo assaggio delle difficoltà altimetriche della gara. Si riprende fiato nella susseguente discesa della valle coltivata a lenticchie, cicerchie e zafferano. Raggiunto il punto più basso (1095 m s l m), il percorso quindi sale inesorabilmente fino a toccare la pendenza del 15/% al passaggio davanti al cimitero di Castel del Monte, dove pare proprio di morire sotto il sole infuocato. I sopravvissuti hanno ancora da sbuffare fino al 22° km del Valico di Capo la Serra (1600 m s l m) per raggiungere la sterminata prateria di Campo Imperatore, e correre finalmente su un falsopiano senza il cuore in gola.
La strada scivola rettilinea nel mezzo dell’altopiano fra verdi prati su cui galoppano cavalli in libertà e stanziano bovini e ovini. Corro da poco in pianura, e già mi assale la nostalgia delle salite. Mi vien voglia di abbandonare l’asfalto del percorso ufficiale per salire sul Monte Camicia (2564 m), sul Monte Prena (2561 m) e sul Corno Grande del Gran Sasso (2912 m), che circondano l’intera vallata, spesso scenario d’eccezione per i film di Bud Spencer e Terence Hill. Ma non c’è tempo. Il tracciato di gara prevede l’abbandono di Campo Imperatore, l’ascesa alla quota altimetrica più alta (1628 m) e la lunga discesa verso il traguardo in Piazza Medicea. Rivolgo un ultimo sguardo al Signore degli Appennini, la cui roccia cristallina colpita dai raggi solari emana bagliori che lo avvolgono in una luminosità regale, e mi involo con prudenza verso l’arrivo.
Negli ultimi chilometri della discesa, alla vista di Santo Stefano di Sessanio, situato su un ripidissimo pendio a cavaliere di due valli e con le sue case aggrappate alla Torre Medicea specchiantesi in un laghetto, rompo ogni indugio e mi lancio giù per i tornanti. Vorrei volare, anzi buttarmi dall’alto a tuffo in quel laghetto tondeggiante, che sembra un occhietto, per dare refrigerio alle mie membra bollenti per la calura. Nella foga, non mi accorgo che Giorgio Pelagalli, compagno di corsa negli ultimi 25 km, ha perso contatto da me, e solo un veloce saluto riesco a rivolgere a Giorgio Salimbene. Taglio il traguardo morto, ma felice.



Commento di Nikolina Sustic
Da zastane dah... Gran Sasso ultramaratona
Grazie a tutti voi le persone belle che mi avete regalato il weekend meraviglioso in questo paradiso...ogni passo correndo li, il cuore batteva forte della felicita..questo e la cosa la piu importante, che mi da la mia corsetta.. 'la vita umana non e altro che un gioco della follia..'

Nikolina Sustic
Commento di Marco Bonfiglio
Ultramaratona del Gran Sasso 50 km...
Fantastica gara in un paesaggio meraviglioso!! Gara duretta e impegnativa ma davvero ottimamente organizzata.
Ringrazio tantissimo Franco Schiazza per l'invito e tutta l'organizzazione per in grande impegno... L'accoglienza abruzzese davvero al top!!
Un grazie particolare a Virginia Nanni per avermi fatto conoscere questa gara!!
Un gran piacere conoscere anche Alberico Di Cecco, poi anche vincitore della gara. In campo femminile vittoria (ovviamente) per Nikolina Sustic con anche (ovviamente) in nuovo super record della gara...
Un'altra medaglia portata a casa e una bellissima gara fatta... Arrivederci all'edizione 2017!!
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Marco Bonfiglio


Commento di Luisa Betty
Eccomi di nuovo qui, appena tornata dall'ultima fantastica avventura in terra abruzzese! Prima di scrivere l'ormai solito "sunto" sull'esperienza (e stavolta dovro' impegnarmi parecchio, perche' l'Ultramaratona del Gran Sasso merita davvero, mi e' piaciuta moltissimo e le cose da scrivere sono tante), vi annuncio che ho mantenuto la mia promessa: nonostante il caldo infernale (e ieri lo era davvero, ve lo assicuro), nonostante il percorso impegnativo interamente sotto al sole cocente e implacabile, nonostante i soliti problemi di stomaco che oramai da tempo mi affliggono e nonostante fossi partita con l'umore a terra e lo stato d'animo non certo al massimo (per motivi che avevo gia' spiegato in precedenza)...sono Finisher anche stavolta! Per la 150esima volta, se vogliamo essere precisi. In altre circostanze avrei "festeggiato", poiche' per noi Ultramaratoneti rappresenta un traguardo importante che ci separa di sole 50 gare dalla fatidica cifra di 200...ma adesso invece mi importa solo di avercela fatta, specialmente sapendo per CHI ho corso, e al ricordo dei luoghi splendidi che mi sono lasciata alle spalle si sovrappone stavolta l'amarezza e il rimpianto di non aver potuto condividere l'esperienza con il mio compagno. Anche se in fondo so che Lui mi e' stato accanto per tutti i 50 (alcuni dicono che fossero in realta' 52) km e mi ha dato la forza di andare avanti, di stringere i denti e di non mollare anche quando avrei voluto. Grazie a Lui oggi torno a casa con una splendida medaglia in pietra, un terzo posto di categoria e un bellissimo premio composto da innumerevoli varieta' di riso e risotti (il riso e' la mia passione, manco a farlo apposta!)...e dedico tutto quanto a Lui. Anzi...a TE. A Te che hai saputo restituirmi la fiducia che avevo perso in me stessa e negli uomini, e soprattutto a Te che mi hai insegnato il vero significato del verbo "Amare". La tua Guerriera non ti ha deluso neanche stavolta ed ha mantenuto la sua promessa, visto? 😘 Ma prima di diventare troppo sdolcinata, voglio ringraziare anche qualche altra persona: ad esempio i compagni di tante avventure podisticheFranco Scarpaa (con il quale ho condiviso l'intero percorso di gara), eGraziano Guerrierii (inossidabile come sempre!), che sono riusciti a farmi ridere anche se mi sentivo triste e con i quali ho trascorso un piacevolissimo week-end; l'organizzatoreFranco Schiazzaa, che ringrazio per la gentilezza e la calorosa accoglienza oltre che per la sua fantastica ultramaratona, e al quale prometto di scrivere un articolo dettagliato che invogli piu' gente possibile a parteciparvi, dato che i luoghi e l'impeccabilita' dell'organizzazione lo meritano assolutamente; ed infine il CampionissimoAlberico Di Ceccoo, ieri ho avuto finalmente il piacere e l'onore di conoscerlo dal vivo e ribadisco quanto sia umile ed alla mano, una persona deliziosa! E' proprio vero che i piu' Grandi sono anche i piu' Umili: molti che si credono chissa' chi (mentre in realta' non sono nessuno) dovrebbero infatti prendere esempio da persone come lui e dalla sua straordinaria umilta'. Detto questo, e in attesa di riordinare le idee per buttare giu' un bell'articolino sull'esperienza...auguro a tutti un piacevole inizio di settimana, e inoltre Vi ringrazio per il vostro calore e per essermi stati vicino in questo periodo un po' cosi. E' sempre bello sapere di avere il Vostro appoggio, anche se virtuale. Un bacio! 😘😘
Luisa Betty



Commento di Giuseppe Tripari
Anche l'ultra-spettacolo del Gran Sasso é stata portata a termine. Buon risultato, gara non facile per diverse ragioni (tra cui un caldo insopportabile), ma paesaggio che merita davvero. Anche l'organizzazione è stata perfetta. La consiglio a tutti!
Ringrazio Franco Schiazza.
Inoltre, come sempre, vorrei ringraziare i miei compagni di viaggio ‪#‎BVsport‬ ‪#‎EthicSport‬ ‪#‎ilpuntodivista‬ ‪#‎cébé‬ ‪#‎zoratti‬ ‪#‎emmeffe‬ ‪#‎gesa‬ ‪#‎farinaepassioni‬ ‪#‎CorsicoSalute‬ ‪#‎verdepisello‬ ‪#‎andromeda1966‬, la new entry ‪#‎MBT‬ e la mia società ‪#‎HappyRunnerClub‬. Grazie mille di cuore!!!















Un ricordo ed un racconto della gara di S.Stefano di Sessanio…

TOPICS:


di Maurizio Tucci
Atleta US Acli Marathon Chieti partecipante

L’antico borgo di S. Stefano di Sessanio ci accoglie addobbato a festa in una caldissima Domenica di fine Luglio: siamo poco meno di 300 inguaribili appassionati dello sport….
E lentamente si parte…prima un giro tra le mura amiche della splendida comunità montana e poi un falsopiano più o meno rettilineo che ci accompagna ancora freschi e carichi di energie fino a Calascio….che spettacolo!!!!!!
Incontri ravvicinati con gli abitanti del paese, con i turisti di passaggio e tutti insieme in un’ordinata fila per il primo ristoro prima di aggredire la lunga ma continua e monotona salita che pone già una selezione tra i migliori ed il resto della comitiva…..
Ci lambiscono i tanti motociclisti, le comitive festanti in Camper ed i tanti ciclisti della Domenica….Castel del Monte ancora lassù sembra inavvicinabile ma dopo ancora tante curve un leggero pendio ci introduce lungo la sua via principale…con il mercato settimanale a farla da padrona….intravediamo un’antica fontana ed a capofitto tutti a trovarne refrigerio….poi una svolta a destra e continua l’arrampicata più dura fino allo scollinamento della montagna…sempre senza albero alcuno lungo il percorso ad alleviare le nostre fatiche….la montagna infatti brulla e nuda sembra dare il colpo di grazia ai nostri muscoli già provati da tanta strada percorsa….
E poi si inizia a scendere in picchiata…tante curve strette con un dislivello interessante…poi ancora tanta pianura, una finta discesa ed ancora un’erta grigia e stancante…i tuoi compagni di viaggio ormai sempre gli stessi…chi avanza poi viene ripreso e viceversa…e poi il passaggio nella piana di Fonte Vetica ci permette di tuffarci con calma nell’ennesimo e ben curato rifornimento…acqua…sali…frutta secca…cocomeri…banane…e tanto altro ancora…ma il tempo stringe imponendo a noi tutti di ripartire…la strada è ancora lunga e seguiamo i segnali stradali con direzione L’Aquila….
Signori, ecco anche il vento contrario a prendersi beffa delle nostre gambe ormai distrutte nonché delle nostre andature…proviamo a resistere ma la scelta più saggia è quella di rallentare fino a nuovi scenari…ancora una leggera ma costante dolce salita e poi la svolta secca a sinistra che di fatto ci lascia intravedere un muro di fronte a noi…. tutto da scalare a giudicare dai nostri compagni all’orizzonte già impegnati a dominarlo….il sole sempre più caldo, ormai è quasi mezzogiorno e di alberi nemmeno l’ombra…
Ancora tanta strada, tanta fatica, tanta compostezza e tanta lealtà…ed ecco l’ultimo Gran Premio della Montagna con un altro break organizzato alla perfezione…l’amico Pino intento a sfornare arrosticini a go-go offrendoli ai più temerari nonché ai tanti ciclisti accompagnatori…stanchi quasi più di noi…ancora caldo, caldo, caldo….le gambe vengono trascinate a forza dalle nostre teste matte…si scende e poi ancora una salita a fare selezione tra gli ormai noti atleti che cominciano quasi a farsi coraggio l’un l’altro…manca poco ormai e dall’alto vediamo ancora S. Stefano poggiato sopra le montagne che sembra tirarci la volata incitandoci a non mollare…ancora tantissime curve brusche, tutte in discesa ed in rapida successione…poi un rettilineo ed ancora un’altra curva….intravediamo un incrocio e siamo consapevoli ormai di avercela quasi fatta….
Il finale poi semplicemente epico…un’altra durissima erta e poi si scende entrando all’interno dello splendido borgo con l’immancabile speaker che si sente già in lontananza…
Che bello, ci siamo…ed anche la Finish Line ha un colore diverso per quanti come me che concludono le proprie fatiche mentali e fisiche…
Grazie a tutti!!!!!! Abbiamo appena concluso la Ultra Maratona di 50 Km del Gran Sasso!
Questa è la vita!
Questo è lo sport!

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